Anime salve – recensione
Anime salve è il tredicesimo album in studio registrato da Fabrizio De AndrĂ© e la sua pubblicazione ha richiesto un tempo lungo, ben due anni di preparazione durante i quali De AndrĂ© – grazie all’aiuto e alla collaborazione di Piero Milesi, giĂ suo collaboratore nell’album “Le Nuvole” e alla presenza di Ivano Fossati – ha riarrangiato, composto e ampliato i temi dominanti di questo album – possiamo dire multietnico – che per molti rappresenta il testamento musicale/spirituale dello stesso De AndrĂ©. Vera o falsa che sia questa affermazione, Anime Salve – che sta a significare “spiriti solitari“: prostitute, pescatori, popolazioni viandanti ecc – è un capolavoro assoluto della musica cantautorale italiana.
Anime salve è un album composto da nove canzoni diverse tra loro in cui le tracce si susseguono senza risentire minimamente di questa loro diversitĂ , senza grossi salti, l’alchimia presente è perfetta e dall’inizio alla fine non si può far altro che continuare l’ascolto una volta cominciato perchĂ© interromperlo significherebbe interrompe un viaggio la cui durata non è soltanto quella del disco, ma un viaggio cominciato molti e molti anni fa…
E’ un album intenso, un percorso ideale nell’anima del mondo che vede in De André un accompagnatore eccezionale, un uomo che ha vissuto in prima persona queste esperienze e che le trasmette a noi come solo lui sa fare.
Arricchito dalla presenza di Fossati – un altro cantautore della stessa scuola e degno di nota – e dalla sua voce, alcune canzoni si elevano ad un livello ancor più alto, è impossibile riuscire a toccarle: sono sublimi!
Anime salve potrebbe essere la giusta continuazione della storia cominciata con CrĂŞuza de mä, ed è proprio grazie a questa sua caratteristica che prendono vita canzoni come Princesa, Khorakhanè e ‘A Cumba: le sonoritĂ presenti sono simili ma i temi trattati bene distinti.
Commento delle canzoni:
- Princesa è la canzone di apertura dell’album e racconta la storia – tratta da un libro di Fernanda Farias De Albuquerque e Maurizio Jannelli – di un transessuale brasiliano che finalmente riesce a raggiungere il suo sogno e a cambiare sesso, per lui è duro vivere in un corpo maschile sentendosi ragazza, è quasi una violenza contro se stesso. Grazie a questa canzone, De André ricevette una targa durante lo svolgimento del Premio Tenco.
- Khorakhanè è la seconda canzone, qui lo stile è completamente diverso, De AndrĂ© concentra la sua attenzione sul popolo Rom e dipinge questi ultimi come persone senza una vera casa, liberi di viaggiare, di muoversi senza avere barriere e freni. I versi di chiusura della canzone rappresentano alla perfezione l’intero contesto descritto: “…per la stessa ragione del viaggio viaggiare…”
Non solo, la canzone presenta una coda di chiusura cantata proprio in lingua rom.
- Anime salve è il primo dei due brani in cui Fossati non è solo coautore dei testi ma vi prende parte. Forse è il testo piĂą poetico dell’album, non a caso è stato scelto anche come titolo principale , qui si descrivono tutte quelle persone che grazie al loro “spirito solitario” sono diverse dalle masse, geni incompresi, unici, a volte stravaganti e a volte no, spesso non considerati ma – e questa è la cosa piĂą importante – liberi.
- Dolcenera è una canzone con un duplice tema e significato, come lo stesso De André affermò tempo fa, rappresenta la storia di un innamorato che non permette a niente e nessuno di “frapporsi fra sé stesso e l’oggetto del desiderio” (cit.), non solo, in Dolcenera è descritta anche l’alluvione del 1970 avvenuto a Genova.
Come convivono queste due storie? Semplice, l’innamorato in realtà è in attesa della sua bella, ma lei non arriva perchĂ© ormai con l’acqua alla gola e lui, invece, è convinto di farci davvero l’amore…
- Le acciughe fanno il pallone. Brano che presenta un andamento tipicamente “marinaio”, i suoni potrebbero far immagine una giornata senza vento, afosa e calda, una tipica giornata in cui le acciughe per non essere catturate saltano via e guizzano fuori dall’acqua e un pescatore tornato a casa dopo una giornata di pesca – probabilmente non andata molto bene – viene quasi ignorato dalla sua famiglia…è proprio qui che ricompare il tema della solitudine!
- Disamistade. L’unica canzone che porta il titolo in lingua sarda. Significa “inimicizia” e racconta la storia di due famiglie, di contrasti presenti e nati per questioni di onore e promesse non mantenute. Musicalmente riporta indietro nel tempo, l’immagine che compare non appena si chiudono gli occhi è quella di un luogo desolato dove due (o piĂą) figure, una difronte all’altra, si guardano e si scrutano prima di agire.
- Â cúmba. Eccolo! E’ il secondo brano in cui Fossati canta!
Letteralmente significa “la colomba” e presenta un testo scritto interamente in dialetto genovese. Un ragazzo inizialmente solo cerca di convincere il padre della sua futura sposa a concedergli la mano della figlia, promette di trattarla con rispetto ma una volta raggiunto il suo scopo, non è così. La canzone termina con la figura della ragazza lasciata sola in casa e trascurata mentre il marito è in giro a divertirsi!
- Ho visto Nina volare. Chi è Nina? Eheheh…bella domanda! Non si conosce molto bene la sua figura, sicuramente potrebbe essere un ricordo di gioventĂą che Fabrizio ha voluto immortalare in questa canzone. Ci sono elementi caratteristici e luoghi, come l’altalena, il cortile e la cascina che appartengono sicuramente ad una zona che De AndrĂ© avrĂ visitato. La canzone ha un andamento lento dall’inizio alla fine, fondamentale la chitarra acustica e la successione di accordi utilizzata, scale musicali che si fondono all’unisono con il giro di basso e con tutti gli altri strumenti.
- Smisurata preghiera. Brano di chiusura dell’album, è il mio preferito!
E’ immenso il testo di Smisurata preghiera, “per chi viaggia in direzione ostinata e contraria” può trovare al suo interno un punto di arrivo ma anche di partenza. Il ritmo della batteria è come se fosse una pulsazione del cuore che rallenta e accelera a seconda di quello che si prova e le parole di De AndrĂ© risuonano piĂą forti che mai!
…e per concludere un piccolo commento personale sull’album:
Non so come vi sia sembrato il “racconto” che ho scritto di Anime Salve, sicuramente è diverso dai precedenti, ho tentato di spiegare brevemente ogni singola canzone senza soffermarmi troppo sulla musica – che vi assicuro comunque è di altissimo livello – ma su quello che i brani volevano trasmettere…
Conosco De AndrĂ© da un po’ di tempo, nel senso che l’ascolto, e ogni album è unico ma Anime Salve ha quel qualcosa in piĂą che non saprei spiegare, è una raccolta di emozioni, uno scrigno su un mondo forse a me troppo vicino…quello degli “spiriti solitari”!
Discussione dedicata a Fabrizio De André
Scritto da Admin-Disamistade